lunedì 11 gennaio 2016

Intervista a Chiara Mineo di "A time for love - Un tempo per amare"



Oggi faremo due chiacchiere sull'amore con Chiara Mineo, autrice del bellissimo romanzo "A time for love - Un tempo per amare" (clicca quì per la recensione del libro ------> recensione "a time for love" ). 

L'intervista farà parte di un Giveaway che inizierà a breve, organizzato per San Valentino con altri blog.

Ed ora gustatevi questa bellissima intervista <3



1) Che rapporto hai con l'amore?
E’ impossibile vivere senza l’amore. A mio parere è il sentimento più importante, l’unico in grado di travolgerci completamente, anima e corpo. È il sentimento che ci dà più sicurezza e quello dove vorremmo sempre rifugiarci nei momenti di sconforto. Io non potrei mai vivere senza l’amore, forse per questo tendo a rifugiarmi sempre nei romanzi d’amore. Questo sentimento deve essere vero, autentico, non bisogna accontentarsi. A volte può ferirci, deluderci, ma non per questo bisogna lasciarlo andare, anzi ci aiuta a capire quanto più profondo può essere l’amore e quanto può dare al nostro cuore. Faccio affidamento a una sola frase, tratta da una canzone di Within Temptation: ti amerò fino la fine del tempo. Se i miei sentimenti non rispecchiano il concetto di “Per sempre” allora non sono soddisfatta e questo lo lascio intendere nei miei libri.  

2) E stato difficile per te scrivere la storia d'amore del tuo libro? Qualcosa o qualcuno ti ha dato l'ispirazione?
È sempre difficile scrivere un nuovo romanzo, soprattutto se questo racchiude una storia d’amore. Nessun dato deve essere dato per scontato. Nel caso di “A Time for Love. Un tempo per amare” la difficoltà maggiore nasceva dalla parte storica, riuscire a far combaciare dati storici con concetti d’amore. Quando parlo di sentimenti non trovo molta difficoltà, solitamente cerco di inserire tutte le mie sensazioni, i miei punti vista e i miei sentimenti. Una volta che inizio a parlare d’amore non riesco più a fermarmi, è più forte di me. Ho sempre desiderato scrivere una storia d’amore ambientata in un periodo difficile come la seconda guerra mondiale. In passato ho realizzato qualche bozza, ma non ero mai soddisfatta, finché non ho letto “Il Cavaliere d’Inverno”. Credo che questo libro mi abbia insegnato molto e aiutata a incastrare l’amore con la guerra. Non ho mai letto nulla di così travolgente, un amore d’altri tempi, vero, incontaminato. Neppure la guerra è riuscita a fermare l’amore, a contaminarlo e distruggerlo con la morte. Credo che sia un concetto molto importante: battersi per amore, affinché non manchi mai nelle nostre vite. Questo libro lascia un segno nel cuore, impossibile non leggerlo.

3) Come pensi che si siano modificati i rapporti d'amore nel corso del tempo? (puoi anche fare esempi di grandi storia d'amore di grandi classici)
Ho sempre letto e amato i romanzi rosa. Ho iniziato con i grandi classici per terminare con i romanzi più moderni come la Hoover, una delle mie scrittrici preferite. Non posso dire che qualcosa non sia cambiato nel tempo e questa scaletta da classico a moderno mi ha dato modo di capirlo meglio. L’atteggiamento forse o anche il modo di parlare d’amore è cambiato. Un tempo era più facile parlare d’amore, non c’era imbarazzo. L’amore nasceva poco a poco, creando una vera intimità. Oggi, invece e purtroppo, l’amore si sviluppa troppo velocemente e, a volte, ci lascia fraintendere. Noi lettrici siamo sempre in cerca dell’uomo perfetto nei romanzi e purtroppo, a mio parare, resteranno sempre imprigionati tra le pagine. È difficile trovare un uomo come il signor Darcy o Alexander, uomini che non hanno timore di parlare d’amore, di corteggiare una donna. Oggi basta troppo poco e, forse, il problema siamo anche noi donne che abbiamo imparato ad accontentarci. Quando parlo al mio ragazzo dei gesti d’amore citati nei miei romanzi preferiti mi guarda come se mi fossero spuntate tre teste. Non so se mi piacerebbe ricevere le stesse attenzioni che gli uomini prestano alle donne nei romanzi. Sarebbe carino, ma forse un po’ imbarazzante. Quindi ritengo che l’amore d’oggi sia più chiuso in se stesso rispetto un tempo e mio nonno tendeva a ricordarmelo sempre con questa famosa frase “Ai miei tempi…”.
            
4) Come ti sei avvicinato alla scrittura?
Una volta non mi piaceva leggere, figuriamoci scrivere. Non posso dire di aver avuto un’adolescenza facile o bella. Purtroppo, avevo dei problemi di salute e a stento riuscivo a tenere il ritmo delle lezioni scolastiche. La mia professoressa d’italiano organizzava ogni anno un corso extrascolastico chiamato “LeggerexLeggere”. Ci riunivamo in aula, ragazzi di ogni classe. Lei allestiva l’aula a tema, in base ai libri che quel giorno avrebbe letto. Non so cosa accadde di preciso quella volta, ma sentirla parlare dei romanzi con tanto amore fece scattare in me qualcosa. Dalla biblioteca presi il mio primo libro e poi un altro e un altro ancora. Non riuscii più a fermarmi e i miei problemi di salute peggiorarono col tempo. Alla fine leggere stava diventando come una terapia di sopravvivenza. Leggere per non soffocare. Erano le ore che più preferivo, isolarmi per qualche minuto e fingere di essere qualcun altro. Neppure leggere riusciva a saziarmi ad un certo punto, perché tutto quello che i libri mi lasciavano dentro rischiava di farmi scoppiare. Avevo bisogno di scrivere tutto quello che provavo, di inventare storie mie, di lasciare Chiara Mineo da qualche parte. Iniziai a scrivere e finalmente ero felice. Scrivevo per me stessa, per non soffocare. La scrittura mi ha impedito di crollare. È tutto ciò che amo di più nella vita. 

5) Che tipo di lettore sei?
Sono la classica lettrice che non riesce a stare ferma mentre legge, che si mangia tutte le unghie quando la storia inizia ad appassionare. Sono la lettrice che quando dice “E’ ora di una pausa” e posa il libro, dopo cinque minuti ritorna a leggerlo. Non mi piace criticare i libri, perché non conosco la storia dell’autore e con ogni probabilità, come me, scriveva per sopravvivere. Leggo romanzi rosa, erotici, storici e fantasy. Divoro almeno quattro libri al mese e non m’importa della madre o del fidanzato che gridano “Basta comprare libri!!!”. La maggior parte sono tutti ben nascosti e guai a chi li tocca. Sono molto gelosa dei miei libri, non amo prestarli ma a volte lo faccio e mi arrabbio molto se mi viene restituito dopo più di un mese tutto stropicciato. Preferisco il cartaceo, perché l’odore della carta mi rilassa. Mi piace andare alla “Feltrinelli” e rimanere seduta insieme a persone che, come me, ama leggere. Un giorno mi piacerebbe aprire una libreria, così posso anche lavorare in compagnia dei miei tesori.

6) Che messaggio vuoi dare ai lettori che leggeranno il tuo libro?
Preparate i fazzoletti.

7) Hai un tuo rituale di scrittura?
Nessuno in particolare. Mi siedo, penso, rifletto su ciò che mi piacerebbe leggere, scrivo una pagina, poi torno a pensare ad altro, ritorno a scrivere. Nel mezzo di tutto ciò faccio battute con il mio grafico: ci piace prendere in giro le mie storie.

8) Ci sono aneddoti in particolare che ci puoi raccontare riguardo al tuo libro (che riguardano la sua scrittura, la pubblicazione o altro)?
A parte che sono imbranata con il computer e ho rischiato di rovinare la pubblicazione? Ho deciso di autopubblicarmi su Amazon ed essendo la prima volta non sapevo che cosa fare. Sono andata a intuito e senza accorgermene avevo pubblicato il libro senza scrivere la trama. Per riuscire a sistemare il danno ho dovuto aspettare 24 ore. La cosa buffa è che vendeva lo stesso. La parte orrenda è stata la pubblicazione sul sito della Mondadori che, inspiegabilmente, continuava a storpiare le parole della trama come pulcino al posto di amore. Quindi se avete letto quella trama sappiate che non mi sono drogata.

9)Cosa ti ha lasciato questo libro oltre alla soddisfazione di vederlo pubblicato?
La soddisfazione più grande non è la pubblicazione, perché non ha senso senza l’appoggio dei lettori. Non so quante volte ho pianto mentre leggevo le recensioni su Amazon o quando una lettrice mi cercava in pagina. Sapere di aver lasciato un segno nei loro cuori, di averli commossi, di sapere che ogni pagina non era mai abbastanza e che dovevano per forza andare avanti, tutto questo mi ha riempito di gioia. Sono i lettori la mia più grande soddisfazione. Loro completano “A Time for Love”.

10) Una citazione che ami particolarmente (possibilmente d'amore tua o di altri)?
«E’ possibile che uno di noi due muoia, che la guerra ci strappi dalle braccia dell’altro, ma che senso avrebbe reprimere questo sentimento per poi vivere di rimpianti? È così che allora voglio morire, dopo aver amato, dopo aver dato via tutto ciò che il mio cuore aveva da dare. Voglio poterti stare accanto fino la fine, Helen. Anche se questo sarà l’unico tempo per poterci amare. A me va bene così».


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