mercoledì 29 giugno 2016

Shopping / Fondotinta Sublime Sun / L' Oreal Paris

Ciao a tutti oggi voglio parlarvi di un prodotto make - up provato da poco, di cui non posso più farne a meno, il fondotinta estivo L' Oreal Paris Sublime Sun.


Prezzo 17,00 euro
Fondotinta compatto
Protezione 30
tenuta 14 h
effetto pelle perfetta
idratante

Con l'arrivo dell'estate il fondotinta diventa un incubo, la pelle diventa unta e appiccicosa, ma chi come me non può fare a meno di metterlo deve assolutamente provare questo prodotto.
Sublime Sun è un fondotinta leggero e naturale, basta un'applicazione per rendere la pelle uniforme, luminosa e asciutta, infatti fa anche da cipria, l'ho provato in questi giorni di caldo e vi garantisco che la pelle del viso è rimasta asciutta e perfetta per l'intera giornata. L'ho trovato molto idratante e naturale, e ho notato anche una distensione della pelle, un prodotto che dovete provare assolutamente, io credo che ne farò una scorta.
Il colore è universale, cambia in base al colore della propria pelle, e la rende molto luminosa, me ne sono innamorata.
Un prodotto consigliatissimo!

lunedì 27 giugno 2016

Recensione / L' amore è un disastro / Jamie McGuire / Garzanti


TITOLO: L'amore è un disastro
AUTORE: Jamie McGuire
EDITORE: Garzanti
PAGINE: 151
PREZZO: 14,90 euro

Nel cortile del college America cammina sicura di sé. I suoi lunghi capelli biondi le scendono sbarazzini sulle spalle. Nessuno penserebbe mai che dietro quell'aria da ragazza matura si nasconda invece un animo fragile. Solo Shep riesce a leggere la verità dentro ai suoi occhi. Perché è l'unico Maddox che non ha paura delle sue emozioni. Per lui la sensibilità non è un limite, ma una forza. Tra i due è amore a prima vista. America trova in Shep il porto sicuro dove abbassare le vele e godersi finalmente il mare che si perde all'orizzonte. 
Ma quando ci sono in gioco i sentimenti niente è semplice. Anche l'intesa più profonda deve superare degli ostacoli, deve mettersi alla prova. Soprattutto se i tuoi migliori amici sono Travis e Abby, la coppia perfetta. Due anime gemelle che non riescono a vivere l'una senza l'altra. Il loro legame è una meta che sembra irraggiungibile ora che hanno deciso di giurarsi amore per l'eternità. Shep vuole prendere il loro esempio, mentre America ha paura di fare un passo così importante. Ha paura dell'intensità di quello che prova per lui. Ci vuole coraggio per affidarsi totalmente ad un'altra persona. All'improvviso tra loro ci sono parole in sospeso. Parole non dette il cui silenzio ha un rumore assordante. E a nulla valgono i consigli di Abby e Travis. 
Fino al giorno in cui decidono di partire insieme per un weekend. Due giorni che dovrebbero essere come tanti altri. Ma che cambieranno ogni cosa. Perché ci sono momenti in cui la razionalità non ha potere. Momenti in cui i sentimenti sono più forti delle proprie scelte. Momenti in cui il destino sa leggere quello che c'è in fondo al cuore e che non si riesce ad ammettere nemmeno a sé stessi. 
Finalmente le fan di Jamie Mcguire sono state accontentate. Da mesi chiedevano di conoscere i particolari della storia d'amore tra America e Shep due personaggi tanto amati della trilogia di Uno splendido disastro. Abby e Travis hanno il difficile ruolo degli amici che devono proteggere quello che unisce due persone a cui vogliono bene. Un romanzo che è un inno al coraggio di rischiare, di mettersi in gioco, di amare.


"Non posso fare a meno di amarti.
Ma il mio cuore ha paura.
Solo tu puoi proteggerlo."

Ormai amo i libri di Jamie McGuire, li ho letti tutti e ogni singolo libro mi ha trasmesso emozioni uniche e mi ha fatto vivere storie d'amore che mi hanno scaldato il cuore.
Partendo dalla storia d'amore tra Travis ed Abby la McGuire ha poi continuato facendoci sognare con le bellissime storie degli altri fratelli Maddox, fino ad arrivare a parlare dell'amore tra Shep e America, il cugino di Travis e la migliore amica di Abby. Nella trilogia di "Uno splendido disastro" già si parlava di questa bellissima coppia e spesso mi sono chiesta come sia nato il loro amore, quale fosse la loro storia, e finalmente eccola qui, descritta in questo bellissimo romanzo, "L'amore è un disasto". 
America è Shep sono stupendi, lei così forte, bella, divertente, un uragano, lui invece così dolce, premuroso, un ragazzo perfetto, l'opposto di suo cugino Travis, nella trilogia del disastro la loro storia sembra priva di problematiche e di paure, invece mi sbagliavo, il loro è un amore a prima vista, inizialmente fatto di ansie e paure, paura di perdersi, ma poi lottando, queste paure vengono superate.

"A volte un addio è una seconda possibilità.
Ti chiarisce le idee. A ogni modo, quando ti manca una persona, rifletti sui motivi per cui le vuoi bene."

"L'amore è un disastro" mi è piaciuto tantissimo, in poche pagine la McGuire ha scritto una storia emozionante, intensa e ricca di vicende che fa innamorare il lettore. Nel romanzo sono riprese alcune scene della trilogia del disastro, ed è stato bellissimo ricordare quelle parti che mi hanno fatto sognare e innamorare dei Maddox.
Un libro che dovete leggere, se avete già seguito le storie dei Maddox non potete non leggere la storia di Shep Maddox e America. Per chi non ha ancora letto nulla della McGuire è il momento di iniziare, non ve ne pentirete, io sono dventata "McGuire Dipendente".

"Con i finestrini lievemente appannati i tratti del suo viso apparivano sfumati.
Era la creatura più bella e triste che avessi mai visto;
una ragazza così forte e sicura di sè che, per causa mia, ora era in preda all'ansia, con gli occhi sgranati.
<<Io ti amo e voglio stare con te per sempre.>>
<<Ma?>> incalzò
<<Non ci sono ma. E' così.>>
<<Stai mentendo.>> affermò.
<<D' ora in poi sarà così. Promesso.>>"


DI SEGUITO VI RIPORTERO' IN ORDINE TUTTI I ROMANZI DEI MADDOX


1. Uno splendido disastro 
2. Il mio disastro sei tu
3. Un disastro è per sempre (La trilogia del disastro, Travis ed Abby)

1. Uno splendido sbaglio

2. Un indimenticabile disastro

3. L'amore è un disastro


TRILOGIA A PARTE

1. Una meravigliosa bugia
2. Un magnifico equivoco
3. Un' incredibile follia

BUONA LETTURA!





domenica 26 giugno 2016

Segnalazione/ La ragazza corvo / Corbaccio

DAL 30 GIUGNO IN LIBRERIA PER LA CASA EDITRICE CORBACCIO

LA RAGAZZA CORVO

DI

ERIK AXL SUND


<<Angosciante, oscuro, potente>> The Times

Più di 2 milioni di copie vendute in Europa e in corso di pubblicazione in 38 Paesi


GENERE: thriller
PAGINE: 749
PREZZO: euro 18,90

«Un viaggio alle origini del male in compagnia di straordinarie protagoniste femminili» Donato Carrisi
«Un capolavoro della letteratura thriller svedese»  Sydsvenskan
«Un libro memorabile, con una trama incalzante e un finale sconvolgente  perfettamente orchestrato dall’autore» Observer
Stoccolma: in un parco cittadino la polizia scopre il cadavere di un giovane straniero. Il commissario di polizia Jeanette Kihlberg conduce le indagini, dando la caccia a un misterioso quanto efferato omicida e lottando contro le resistenze interne alla polizia stessa, restia a impiegare le proprie forze per cercare l’assassino di un immigrato sconosciuto. Ma con la scoperta di altri due corpi barbaramente uccisi, Jeanette capisce di trovarsi di fronte a un serial killer e si rivolge alla psichiatra e profiler Sofia Zetterlund, con cui lavora giorno e notte incrociando con lei non solo la vita professionale ma anche quella personale. E a mano a mano che procedono nelle indagini, appare chiaro che la catena di omicidi è solo la manifestazione più evidente e raccapricciante di un disegno criminoso e diabolico che coinvolge settori insospettabili della società svedese. «La ragazza corvo» è uno psicothriller adrenalinico, intenso e avvolgente, che mette a nudo il male radicale e l’altrettanto radicale bisogno di vendetta che può covare in ogni essere umano.
Erik Axl Sund è il nom de plume degli svedesi Jerker Eriksson (nato nel 1974) e Håkan Axlander Sundquist (nato nel 1965), autori di «La ragazza corvo», bestseller mondiale già pubblicato come trilogia in 38 paesi, vincitore dello Swedish Academy of Crime Writers’ Special Award, e i cui diritti televisivi sono stati venduti negli Stati Uniti a Tomorrow Studios.



sabato 25 giugno 2016

Blog Tour "Per Sempre Estate" / 5 Tappa



Buongiorno lettori finalmente è la mia tappa per questo bellissimo Blog Tour dedicato ad un libro davvero fantastico, "Per sempre Estate" di Fay Camshell.
Questa 5 tappa del Blog Tour è dedicata al primo capitolo del romanzo.

Tutti i partecipanti al Blog Tour dovranno  rispettare le regole del Giveaway su Diario di un sogno



Dopo la lettura del primo capitolo mi sono all'istante innamorata di questo romanzo, e credo che proseguirò con la lettura, ansiosa di addentrarmi nel bel mezzo della storia. La lettura del primo capitolo mi ha fatto capire che "Per Sempre Estate" sarà una storia molto frizzante ma anche romantica all'insegna del mare e dell'amore, leggendo le prime pagine mi è venuta voglia di mare e spiaggia.

Ed ora eccovi in anteprima il primo capitolo 

Capitolo 1
Summer
“Un’altra estate rovinata”.
È questa la prima cosa a cui penso quando sento la sveglia
suonare alle sei del mattino.
Le sei del mattino! Un orario impensabile per svegliarsi
se si considera che sono tornata dal Colorado solo ieri sera.
Do un’occhiata veloce alla sveglia, lampeggia la data di
oggi.
È il ventuno giugno, primo giorno d’estate e per tutti
(tranne che per me!) iniziano le vacanze estive; naturalmente
a Santa Barbara, in California, sembra estate quasi
tutto l’anno ma questo è il periodo che la maggior parte dei
turisti preferisce per trascorrere le proprie vacanze. Sono
stata fortunata a nascere qui, in una delle città più belle
degli Stati Uniti, vicino all’oceano Pacifico con un clima
perfetto trecentosessantacinque giorni l’anno. Una sorta di
paradiso.
Detta così la mia vita sembra perfetta, in realtà non lo è
per niente!
I miei genitori possiedono una stazione balneare qui
nell’East beach, il Sea Breeze, con tanto di ombrelloni,
sdraio e ristorante, per cui, sin da piccola, estate è sinonimo
di lavoro (ed ecco la fregatura!). Quest’anno, avendo
terminato e superato a pieni voti il primo anno di college,
8
ho avvisato la mia famiglia che avrei trascorso tutta l’estate
in Spagna con la mia migliore amica, Autumn Lawrence.
Il problema non è stato tanto convincerli a farmi partire da
sola ma convincerli ad accettare l’idea di non avere l’aiuto
“gratis” in cui speravano.
Già sognavo un’estate di riposo.
Immaginavo come avrei trascorso, nell’ozio, i giorni della
mia prima vacanza quando, la scorsa settimana, ricevo
la telefonata che ha distrutto tutti i miei piani: era mia
sorella June che, presa dall’entusiasmo, mi comunicava
una notizia orribile. Cioè per lei era una notizia “strastupendissima”,
sue testuali parole, per me solo l’ennesima
fregatura!
Era stata accettata per un master estivo internazionale in
progettazione di non so cosa (ammetto che non la stavo
ascoltando con attenzione) e mi chiedeva se potevo tornare
a casa al suo posto, affermando che per me era una buona
occasione per affrontare e superare il passato. Al telefono
ha ripetuto più volte quanto fosse dispiaciuta, sapeva che
non volevo tornare a casa, ma quella era “un’occasione da
non perdere”, solo otto studenti dell’ultimo anno di ogni
università erano stati scelti e lei è tra questi. Non potevo
dirle di no.
Proprio quest’anno che avevamo programmato una vera
vacanza!
Per fortuna l’agenzia ha rimborsato il novanta percento
dell’acconto versato, Tun sembrava tranquilla ma scommetto
che c’è rimasta malissimo, anche se siamo state fortunate
che i biglietti sono stati acquistati da un’altra coppia
altrimenti avremmo perso anche l’anticipo, tutto per
colpa di mia sorella.
Io e June abbiamo solo tre anni di differenza ma, giuro,
che lei, in ventitré anni, ha sempre lavorato meno di me
9
e sempre con la stessa scusa: doveva studiare. Lei è sempre
stata la studiosa e io la pigra. Studia architettura ed è
bravissima, s’impegna molto e riesce ad ottenere sempre il
massimo dei voti. Non posso competere.
A volte sono eccessivamente critica con me stessa: non
sono realmente così pigra, semplicemente non sono una
secchiona come lei, anch’io mi sono iscritta all’università
e ho quasi finito tutti gli esami del primo anno (certo la
mia media non è altissima ma, in fondo, non conta di più
superare l’anno?).
Studio economia anche se non ho ancora le idee chiare
su cosa farò dopo, sono indecisa su quale specializzazione
prendere e i corsi che ho seguito quest’anno hanno solo
confermato i miei dubbi sul futuro. Credevo che frequentando
l’università avrei capito cosa fare, non mi aspettavo
un’illuminazione improvvisa ma ora sono più confusa di
prima e preferisco non dirlo ai miei genitori.
Mia sorella June, invece, sin da piccola ha sempre avuto
le idee chiare sul proprio futuro, il suo obiettivo è progettare
hotel di lusso. Un desiderio strano, secondo me.
Credo ci vorrà ancora molto tempo prima che possa realizzare
il suo sogno, nonostante l’impegno, i buoni voti e
i master non ci sono molte persone, o studi professionali,
disposti a scommettere su una ragazza giovane e senza raccomandazioni.
«Summer, Summer tesoro, sei sveglia?».
Sento la voce di mia madre e il suo incessante bussare alla
porta del camper (per la serie non bastava la sveglia ora ci
si mette anche lei). Giusto, quasi dimenticavo, dormo nel
camper che generalmente usa mio padre per fare da custode
al lido, quest’anno lo uso io perché non ho intenzione
di tornare a casa. Al college, nonostante la mia compagna
di stanza fosse un tipo eccentrico dark con l’iPod peren10
nemente acceso, ho apprezzato la possibilità di essere indipendente
e svegliarmi tardi quando non c’era lezione. Una
volta che si va via di casa è difficile tornarci, nel mio caso i
ricordi lo rendono impossibile.
Il camper non è grandissimo ma comodo e abbastanza
nuovo; ci sono due letti a castello, un bagno (troppo piccolo)
con doccia e un cucinino con tavolo e pensili in mogano
che, probabilmente, non userò mai giacché mangerò al
ristorante. È parcheggiato in un’area riservata adiacente al
lido ed è immerso in un boschetto artificiale. C’è una cosa
che adoro: il gazebo esterno in legno dove sono disposte
quattro poltroncine e un tavolo in vimini, frutto di lunghe
ricerche di mia madre nei negozi dell’usato e del lavoro di
restauro di mio padre. Tutt’intorno alla struttura di legno
ci sono dei rampicanti di edera che creano un effetto bucolico
molto rilassante.
Amo stare qui perché, nonostante la presenza dei turisti,
grazie agli alberi e le siepi resta un posto isolato in cui regna
la calma.
In estate riuscire ad avere un po’ di tranquillità è un’utopia.
Quando ero più piccola ero felicissima dell’arrivo dell’estate,
mi emozionava svegliarmi presto e aiutare la mia
famiglia ad accogliere i clienti. Mi faceva sentire adulta e
anche coccolata da tutte quelle persone che mi riempivano
di complimenti.
In realtà, a otto anni, m’imbarazzavo quando qualcuno
diceva che ero bella ma ne ero felice, a sedici mi lusingava
che i ragazzi mi guardassero ... ero così ingenua.
Ora, a venti, odio chi mi definisce bella, dopo quello che
è successo l’anno scorso detesto essere giudicata solo per
l’aspetto fisico, tutto a causa “sua”. Sei così bella. Sento
ancora quelle parole e la sua voce nei miei incubi.
11
Ha distrutto tutto il mio mondo, la mia vita, le mie sicurezze.
Tutto.
Ho cambiato completamente il mio futuro solo per paura
di incontrarlo di nuovo e nella speranza di poterlo dimenticare.
Amavo l’estate, sentirmi in sintonia con la mia famiglia,
con le persone e con l’oceano; il mio stesso nome, Summer,
è un chiaro riferimento all’amore che i miei genitori hanno
per questa stagione e che, negli anni, mi hanno trasmesso.
Ora non sono più sicura che sia la mia stagione preferita.
Mia madre ha sempre vissuto qui; il Sea Breeze apparteneva
originariamente a mio nonno che, cinque anni fa, dopo
la morte della nonna, ha deciso di ritirarsi dall’attività e
viaggiare per il mondo per cui, ora, gli unici gestori sono
i miei che hanno trasformato un semplice bar in un ristorante.
Da allora io e mia sorella siamo le loro schiave. Con la
scusa che siamo le loro figlie, non ci hanno mai pagato!
«Summer sei sveglia? Perché non mi rispondi?», sento il
suo tono irritato anche attraverso la porta.
Dopo poco finalmente smette di bussare. Mi sorprende
poiché, di solito, non si arrende così facilmente e, infatti,
come avrei dovuto prevedere, aprendo gli occhi la vedo
davanti al letto che mi guarda con un’espressione carica di
rimproveri (in realtà credo non mi abbia mai guardato in
un altro modo).
Eccola qui: Marge Matthews in tutto il suo splendore materno.
Tutti dicono che le somiglio tantissimo, abbiamo gli
stessi occhi azzurro-verdi, capelli castani con caldi riflessi
dorati (i miei sono lunghi fino a metà schiena mentre lei
li ha sempre avuti corti), viso ovale con zigomi alti e fisico
longilineo scolpito da tante ore di nuoto. Io, però, ho
sempre pensato di essere più simile a mio padre, forse per12
ché ho lo stesso carattere chiuso al contrario di June che,
caratterialmente, è proprio identica a nostra madre. Sono
entrambe iperattive ed estroverse.
«Mamma, ma lo sai che ore sono?», le chiedo sbadigliando.
«Ovvio che lo so, tesoro. È tardi, e poi sono stata io a
impostarti la sveglia ieri. Conoscendoti sapevo che non sarebbe
stato sufficiente».
Lo dice come se fosse la cosa più normale del mondo.
Giuro che non conosco proprio nessuno con una madre
che imposta la sveglia al proprio figlio della mia età, per di
più di nascosto!
«Sono le sei!», ribatto con convinzione mentre il lenzuolo
cade dal letto.
«Summy c’è tantissimo lavoro da fare prima che arrivino
i clienti».
“E allora perché non lo fai tu?”. Mi viene quasi da rispondere.
Purtroppo, anche se le rispondessi male non cambierebbe
nulla, non mi permetterebbe ugualmente di tornare
a dormire.
Meglio che mi alzo dal letto e do inizio al primo giorno
di lavoro, rimandare è inutile. Odio questo lato del mio
carattere, sono eccessivamente razionale e valuto ogni mia
azione e parola un milione di volte. Ovviamente finisco lo
stesso per combinare disastri ma mi consolo al pensiero
che almeno sono errori ponderati.
«Perché non avete chiamato qualcuno come fate ogni
anno? Non credo che noi tre da soli possiamo gestire tutto
», affermo cercando di essere gentile.
«Non saremo solo in tre. Non preoccuparti», risponde
sibillina mentre inizia a rifarmi il letto. Ecco, appunto, è
iperattiva. «I ricavi quest’anno non sono stati alti come
speravamo, inoltre, c’è sempre Peter che ci dà una mano
13
con la barca portando i turisti in giro. Più della metà dei
ricavi serve per pagare i tuoi studi e quelli di June, soprattutto
perché tu non hai una borsa di studio».
Come sempre mia madre, con il senso di colpa, riesce a
farmi fare quello che vuole. È tipico di lei, ti colpisce in
modo sottile, per cui non puoi controbattere. Non riesco
mai a dirle “no”.
«Questa è la lista dei tuoi compiti, se hai problemi ne
parliamo dopo. Ora vado a fare la spesa, ciao tesoro», dice
mentre esce in tutta fretta.
Devo ammettere che un po’ invidio la sua forza. Ha quasi
cinquant’anni e l’energia di una diciottenne. Il paragone
con lei non regge, al confronto io sono un bradipo. Dando
uno sguardo alla lista dei miei compiti vedo che i primi
punti sono abbastanza semplici:
- aprire e chiudere gli ombrelloni;
- accompagnare i clienti;
- sistemare sdraio e lettini;
- controllare le docce;
- barman (non maneggiare alcolici!!!);
- cucinare.
Cucinare?! Io?! O mia madre è impazzita o si è completamente
dimenticata che in cucina sono un disastro. Mai
imparato e mai imparerò! C’è da dire che il ristorante ha,
come ovvio, una cucina super attrezzata ma in tutti questi
anni si è sempre occupata mia madre di questo aspetto. È
un ristorante a conduzione familiare per cui ogni giorno si
può scegliere tra due o tre varietà di menù fissi, in base ai
prodotti che ci riforniscono la mattina.
Anche se non andiamo sempre d’accordo devo riconoscere
che, in cucina, mia madre è fantastica, i clienti le fanno
sempre tanti complimenti. Ammetto di aver sentito la
14
mancanza dei suoi piatti soprattutto quando mangio alla
mensa universitaria. Ogni giorno servivano risotti diversi
solo per colore ma che avevano sempre lo stesso orribile
sapore.
Squilla il cellulare, le note dei Coldplay si diffondono nella
stanza, mi volto per vedere chi è. Numero privato. Ormai
ho imparato la lezione, dopo un anno che convivo con
questa tortura, non sono più così stupida, non rispondo,
ma se le telefonate anonime continuano dovrò cambiare di
nuovo numero.
Quando sto per gettare la spugna all’idea di dover eseguire
i punti della lista, crogiolandomi al sole sulla poltrona
sotto il gazebo, ecco che arriva la mia migliore amica,
nonché portatrice di buon umore, Autumn. Non ci vediamo
dalla scorsa estate, in altre parole da quando abbiamo
iniziato il college. Un’eternità per noi due che abbiamo
sempre vissuto in simbiosi. Sono felice di constatare che
non è cambiata molto in un anno, non mi aspettavo chissà
quale cambiamento esteriore ma credevo non sarebbe
venuta. Fisicamente è stupenda, più alta di me di almeno
dieci centimetri, ha i capelli rossi e un viso tondo che odia
perché la fa sembrare più giovane, cosa che lei detesta. Anche
le lentiggini sono una sua paranoia.
«Summy, ciao! Pensavo che a quest’ora tu stessi ancora
dormendo, sono così felice di vederti», dice correndomi
incontro.
Generalmente non siamo le tipiche ragazze californiane
che strillano e saltellano quando si vedono (cosa che entrambe
abbiamo sempre odiato), ma questa, senza dubbio,
è l’occasione giusta per esserlo. Non ci vediamo da un
anno, siamo più che giustificate!
«E invece sono sveglia dalle sei», le rispondo con una linguaccia,
ma subito dopo le butto le braccia al collo anch’io.
15
«Mi sei mancata», ammette con esitazione e un pizzico di
risentimento continuando a tenermi stretta.
«Anche tu!», le rivelo restituendo l’abbraccio con altrettanta
foga.
Ed è verissimo, nessuno mi è mancato quanto lei; ci siamo
mandate messaggi ed email per pianificare il viaggio
che poi non avremmo fatto, ma vedersi dal vivo è diverso.
Io e Autumn (che generalmente chiamo Tun, poiché
da piccola non riuscivo a pronunciare il suo nome e, con
gli anni, il nomignolo, è rimasto) siamo amiche da quando
avevamo sei anni, cioè dal primo giorno della scuola
elementare. Appena la maestra aveva finito l’appello i nostri
compagni (maschi, chi altrimenti?) avevano iniziato a
prenderci in giro per i nostri nomi. Mentre io piangevo,
lei mi difendeva e, dopo aver assestato un pugno a quello
stupido di Carl (in sostanza un idiota che crescendo non
è migliorato), si è seduta al mio fianco e da quel giorno
siamo diventate amiche.
Secondo lei era destino che ci incontrassimo, i nostri nomi
erano un segno, e da allora abbiamo cercato le stagioni
mancanti. Ovviamente nessuno è così folle da chiamare le
proprie figlie con i nomi delle stagioni, ad eccezione dei
miei, fissati per l’estate, e dei suoi genitori che le hanno attribuito
il nome della nonna (almeno la sua spiegazione ha
più senso!). Da quel primo giorno di scuola non ci siamo
mai separate nonostante fossimo diversissime non solo per
il carattere ma anche per l’estrazione sociale delle nostre
famiglie che non poteva essere più dissimile.
I suoi genitori sono molto ricchi, ma lei, a differenza di
tanti altri, è sempre stata attenta a non farlo mai notare e
con il tempo anche le nostre famiglie sono riuscite ad accettare
la nostra amicizia. Sua madre Katia è un tipo snob
poco simpatico che da giovane faceva la modella e suo pa16
dre, Theo Lawrence, è un politico e l’ho visto troppo raramente
per dare un giudizio.
Negli anni ha passato più tempo qui alla spiaggia che a
casa sua giacché i suoi genitori erano sempre in viaggio e i
miei sono sempre stati felici di ospitarla. Per fortuna vivere
in una famiglia tutt’altro che unita non ha influito sul suo
carattere, Tun è una persona molto determinata, sicura di
sé e, cosa impensabile per una ragazza ricca di Santa Barbara,
non viziata!
Io, lei e June siamo cresciute come tre sorelle, forse questo
ha mitigato il suo carattere. La castana, la rossa e la bionda.
Non posso credere che per me ha rinunciato ai suoi programmi
per l’estate, avevamo progettato questa vacanza da
tantissimo tempo fin nei minimi dettagli. Mi sento ancora
in colpa e non solo per questo motivo.
Fa un passo indietro e mi punta il dito indice contro.
«Sono ancora arrabbiata, non illuderti, mi hai abbandonato
e non ho ancora capito perché hai scelto un college
così lontano tra tutti quelli che ti avevano ammessa qui.
Ricordi che avevamo dei progetti?».
Ecco, questa è la causa dei nostri frequenti litigi.
«Sì, certo che lo ricordo ma avevo voglia di cambiare.
Come cerco di spiegarti da un anno sentivo l’esigenza di
vedere gente nuova. Ti rendi conto che, ad eccezione dei
turisti, qui nell’East Coast ci conosciamo tutti? Abbiamo
frequentato tutte le scuole con le stesse persone, non è
normale», non so quanto posso sembrare convincente ma
ho ripetuto questa scusa così tante volte che alla fine sembrerà
vera persino a me. Non ho distrutto solo i miei piani,
bensì ho distrutto i nostri. Sin da piccole avevamo deciso
di frequentare insieme il college vicino casa, di vivere da
sole in uno degli appartamenti della famiglia di Autumn e
di venire a cena qui al ristorante. Un piano perfetto.
17
Invece, alla fine, ho deciso di frequentare l’università del
Colorado, l’unica che abbia accettato la mia iscrizione in
ritardo.
Non è molto lontano, soprattutto in macchina ma è comunque
un altro Stato.
«Tutte scuse. Cosa hai lì?», mi chiede accennando alla
lista che ho ancora in mano.
«La fantomatica lista della signora Matthews, l’elenco
delle cose che dovrò fare gratis», affermo sventolando il
foglio di mia madre avanti ai suoi occhi.
«Tua madre e le sue fantomatiche liste. Poteva andare
peggio, questa non mi sembra lunga come al solito», risponde
leggendolo velocemente «e poi almeno non dormi
a casa ma in questo orrendo camper, per cui se vogliamo
fare tardi non devi chiedere il permesso. Certo, se dormissi
da me sarebbe tutto più facile e divertente, potremmo
uscire la sera, andare alle feste».
Sapevo che avrebbe tirato fuori l’argomento.
Da quando le ho scritto che sarei tornata a casa e avrei
alloggiato nel camper (molto comodo, ampio e per niente
orrendo!) ha cercato in tutti i modi di convincermi a dormire
da lei e a partecipare a quelle stupide feste al Country
Club.
«Ti prego Tun non ricominciare, sai che amo l’indipendenza
e odio le feste».
«Va bene, asociale, ma sappi che ormai abbiamo quasi
vent’anni e se non ci divertiamo ora non lo faremo più.
Scommetto che in tutto l’anno non hai partecipato neanche
a una festa e non hai conosciuto neanche un ragazzo.
Tutti i tuoi messaggi erano “sto studiando in biblioteca”».
«È una bella biblioteca!», ribatto con veemenza, adoro
leggere nonostante non ami particolarmente studiare.
«A meno che il bibliotecario non fosse un dio greco dubito
18
che sia normale passare tanto tempo tra i libri. Per questo è
deciso, aggiungerò un altro punto alla tua lista...», afferma
con allegria prendendo una matita dalla tasca. Vedo il suo
sopracciglio inarcarsi e lo sguardo improvvisamente meravigliato.
«Wow, tu che cucinerai?», mi chiede mentre dà
uno sguardo all’ultimo punto della lista «o tua madre deve
aver sviluppato un nuovo senso dell’umorismo o odia tutti i
clienti che restano a pranzo. Io non ripeterei mai l’esperienza
di mangiare un piatto cucinato da te», ammette facendo
riferimento a un piccolo episodio di qualche anno fa.
I miei genitori erano andati a una fiera e noi eravamo rimaste
a casa da sole, eravamo affamate, quindi mi sono
offerta di cucinare. A mia discolpa posso solo dire che non
sapevo che la passata di pomodoro acquistata al supermercato
andasse cotta e non solo riscaldata.
Errori che possono capitare.
«Grazie, troppo gentile. La conosci mia madre. È solo il
suo modo contorto per punirmi per non aver telefonato
spesso dopo Natale», evito di dire che, anche prima, le mie
telefonate erano alquanto sporadiche.
Solo ora mi rendo conto che anche con Autumn ci siamo
sentite pochissimo, se si escludono i messaggi su
WhatsApp che ci scambiavamo tutte le sere, mi scriveva
della sua insopportabile compagna di stanza e io della mia!
Ci siamo sentite pochissimo, i corsi sono stati impegnativi
e ammetto che ho temuto che la nostra amicizia non avrebbe
retto alla lontananza. Per fortuna non è stato così.
Direi che è meglio cambiare argomento.
«Dicevi che dovevi aggiungere un altro punto alla mia
lista, quale? Anche perché già così mi sembra tanto considerando
che avremmo dovuto essere in vacanza».
In realtà se qualcuno (o meglio mia madre!) ci avesse visto
in quel momento sedute allegramente a chiacchierare
19
credo che avrebbe obiettato sul fatto che stessi realmente
lavorando.
«Sì, giusto. L’altro punto è: trovare un ragazzo!».
«Scherzi vero? Io ho chiuso con il genere maschile», rispondo
di getto.
Quasi non mi rendo conto di quello che ho detto e vorrei
mordermi la lingua per la mia stupidità.
«Da quando?», sembra incuriosita e sospettosa per il mio
comportamento e ha ovviamente ragione a esserlo.
È tanto che voglio parlare con lei, la mia migliore amica,
la persona che mi è sempre stata vicino, ma non so da dove
iniziare, non so come liberarmi di questo peso e confessarle
quello che è successo l’anno scorso. Io e Autumn ci
siamo sempre divertite in estate, andavamo a caccia di ragazzi,
gli davamo dei voti e facevamo una classifica dei più
carini. Alla fine non ci avvicinavamo mai, ma era ugualmente
divertente. Tra me e lei non so chi sia più carente in
relazioni sentimentali.
Ero sicura che un giorno mi sarei innamorata anche io,
ma questo era prima, prima che lui rovinasse tutto così da
farmi odiare tutti i ragazzi.
«Da quest’anno. Siamo cresciute per cui è ora di smettere
di correre dietro a ragazzi carini ma stupidi; è il momento
di cercare il “vero amore”», mi dovrebbero dare l’oscar
per la mia capacità di mentire così bene. Giacché è impossibile
trovare il “vero amore” non si stupirà se non mi
cerco un ragazzo, un’idea semplice ma geniale. «Se vuoi,
però, ti darò una mano a trovare un ragazzo perfetto per
te, tanto di solito cadono subito tutti ai tuoi piedi», le sorrido
cercando di sembrare convincente.
«Eh no, Summy. Quella bellissima, che ha una schiera
di ammiratori, sei sempre stata tu e poi, anche se cerchi il
ragazzo perfetto, non puoi mica restare fuori dal mondo
20
mentre lo aspetti. Ho intenzione di divertirmi questa estate
anche senza spagnoli e non potrai dirmi di no!».
La più bella in realtà era lei. Oltre ad avere dei capelli
stupendi, di un naturale rosso fuoco, ha anche un fisico
notevole, formosa nei punti giusti laddove, io, sono troppo
piatta. Impossibile non notarla!
Anche June, bionda e longilinea, non passava inosservata
per cui tra le tre io sono più “nella media”, di certo non mi
sono mai considerata bellissima.
«Precisiamo che io per i tuoi capelli ucciderei e i ragazzi
ti guardano eccome. Sei eccessivamente critica con te stessa
», questo è sempre stato il suo più grande difetto, «...quindi
mia cara Autumn è ora di lasciarli tutti con la bocca aperta
», le dico indicando la spiaggia. «Mentre tu farai strage di
cuori io farò una strage con il cibo».
Restiamo lì a ridere per un po’ prima di iniziare a lavorare