giovedì 30 marzo 2017

Radice di Liliana Marchesi / 1 capitolo della saga R.I.G.

Ciao lettori, 
oggi voglio parlarvi di "Radice" di Liliana Marchesi, primo capitolo della bellissima saga R.I.G., una trilogia dispotica che coinvolgerà le vostre menti, una trilogia fatta di passione, complotto, disordine, dove cuore e mente sono in un forte scontro tra di loro.
Oggi parleremo di "Radice" e presto sul blog sarà disponibile anche la mia recensione...




RADICE

DI LILIANA MARCHESI

210 PAGINE

PREZZO EBOOK 2,99 - CARTACEO EURO 11,44



Una Saga Distopica costruita sulla credenza secondo la quale l’uomo conosce e utilizza solamente una minima parte delle reali capacità del cervello.

Una Saga in cui cuore e mente si scontreranno in uno scenario di disordini, passioni, complotti e atti estremi.
Una storia che sconvolgerà le vostre menti!

Un mondo perfetto in cui non vi è posto per la criminalità.
Un Sistema impeccabile, il Mind, che ha saputo estirpare il marcio dalla società e donare a tutti una vita serena e tranquilla.
Certo, le differenze fra classi sociali ci sono ancora, ma a tutti è stata data l’opportunità di vivere con dignità.
Solo una piaga affligge l’umanità: le numerose ed inspiegabili morti neonatali alle quali nessuno sembra voler dare il giusto peso. Nessuno eccetto Kendall, che si ritroverà suo malgrado coinvolta nell’incredibile verità che si cela dietro a questi decessi.
In una fredda notte di Brooklyn, la vita di Kendall Green verrà sconvolta da un incontro inaspettato che le rivelerà l’esistenza degli Orfani, una fazione segreta che è riuscita a sottrarsi al controllo del Mind e che farà di tutto per far crollare quest’impero di menzogne.

"Ciò che ci rende unici è la libertà di essere noi stessi.
Se ci tolgono questo... è come se ci condannassero a vivere nell'ombra della morte."



QUALCHE ESTRATTO

"Incorniciato da un groviglio di capelli scuri che mi ricadevano sulle spalle, il mio viso pareva quasi più scarno. Gli occhi arrossati, nonostante fossi riuscita a trattenere le lacrime che più di una volta avevano minacciato di inondarmi le guance, erano attorniati da una corona grigiastra che dava al resto del volto un colorito malsano. Mentre gli angoli della bocca erano curvati verso il basso formando quasi una U alla rovescia. Ero orribile! Ed ora che avevo preso coscienza del mio aspetto inguardabile, mi ci sentivo anche... orribilmente. Come ha fatto Matthew a sorridere di fronte alla mia faccia? Io al suo posto non sarei riuscita a trattenere una smorfia di disgusto. Impaziente di lavare via il più possibile dell'aspetto da malata psicopatica che si era impossessato dei miei lineamenti, mi spogliai ed entrai nella doccia. Aprii il rubinetto, e non appena l'acqua si scaldò mi posizionai sotto al getto. Mi insaponai i capelli cercando di districare i nodi con le dita, ma prima di risciacquarli rimasi per qualche secondo, o minuto forse, con il viso rivolto verso l'alto, in modo che il getto d'acqua mi colpisse come fosse una pioggia incessante, facendomi bruciare la ferita al labbro, e mischiandosi alle mie lacrime. Come il rivolo di un ruscello l'acqua scivolava sul mio corpo, portandosi via la sporcizia, il cattivo odore e un po' di stanchezza. Ed io mi ritrovai a pensare che era davvero un peccato che non potesse fare altrettanto con il dolore che avevo dentro. Un dolore che, sapevo, si sarebbe depositato sul fondo, dove nessuno lo avrebbe trovato. Eccetto me."






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